Ciliegie in Argentina: da 1.000 a 375 L/ha con la tecnologia Martignani

È possibile proteggere una coltura esigente come il ciliegio utilizzando appena 375 litri d’acqua per ettaro? L’esperienza di un produttore argentino, che da quattro stagioni lavora con la tecnologia Martignani, dimostra che ridurre il volume di applicazione non significa rinunciare all’efficacia.

Nella provincia di Chubut, nella Patagonia argentina, un gruppo di produttori specializzati nella coltivazione di ciliegie utilizza da quattro stagioni nebulizzatori Martignani.

cerezas patagonica

Da quando utilizziamo la macchina abbiamo ottenuto risultati eccellenti nel controllo di insetti e funghi, oltre ad analisi fogliari comparabili a quelle di altre aziende che utilizzano una tecnologia convenzionale con volumi di 1.000 L/ha”.

Gli impianti comprendono varietà come Santina, Lapins, Kordia, Regina e Sweetheart, coltivate prevalentemente ad asse centrale. La distanza tra le file varia da 3,5 a 4,5 metri, con circa 1,5 metri tra le piante e un’altezza degli alberi che generalmente non supera i 3-3,5 metri.

Attualmente, due macchine Martignani operano su una superficie complessiva di circa 50 ettari di ciliegeto.

Da 1.000 a 375 litri per ettaro

Il dato che colpisce maggiormente riguarda il volume di applicazione.

Il produttore lavora abitualmente con 375 L/ha, rispetto ai circa 1.000 L/ha utilizzati con tecnologia convenzionale in altre aziende della zona.

Questo significa utilizzare il 62,5% di acqua in meno per ettaro.

In altre parole, con 1.500 litri di miscela è possibile trattare circa 4 ettari a 375 L/ha. Con un volume di 1.000 L/ha, la stessa quantità permetterebbe invece di coprire appena 1,5 ettari.

Una differenza che assume ancora maggiore importanza considerando che, nel corso di una stagione, vengono normalmente effettuati tra 13 e 16 trattamenti.

Meno acqua senza rinunciare all’efficacia

Ridurre il volume avrebbe poco senso se il risultato finale del trattamento ne risultasse compromesso.

Durante la stagione vengono effettuate applicazioni finalizzate sia al controllo delle malattie fungine sia alla difesa da diversi parassiti. Tra le principali avversità segnalate dal produttore figurano acari, tripidi e Drosophila suzukii.

Il programma di trattamenti comprende inoltre interventi per il controllo preventivo di patologie come monilia e marciumi, oltre all’applicazione di fertilizzanti fogliari, biostimolanti e regolatori di crescita.

Dopo quattro stagioni di utilizzo della tecnologia Martignani, il giudizio del produttore è chiaro:

«Da quando utilizziamo la macchina abbiamo ottenuto risultati eccellenti nel controllo di insetti e funghi, oltre ad analisi fogliari comparabili a quelle di altre aziende che utilizzano una tecnologia convenzionale con volumi di 1.000 L/ha.»

Nella sua esperienza, quindi, la riduzione del volume d’acqua non ha comportato una perdita di efficacia rispetto ad altre aziende della zona che operano con volumi considerevolmente superiori.

Quando è il vento a decidere quando trattare

In Chubut esiste inoltre un altro fattore determinante: il vento.

In una zona in cui le condizioni meteorologiche possono limitare le finestre disponibili per effettuare i trattamenti, riuscire a completare il lavoro in meno tempo rappresenta un importante vantaggio operativo.

Lo stesso produttore lo indica tra i principali benefici riscontrati:

«Questa è una zona molto ventosa e impieghiamo molto meno tempo per effettuare i trattamenti, riuscendo così a sfruttare meglio i momenti favorevoli.»

Ridurre il tempo necessario per completare ogni intervento consente infatti di sfruttare al meglio le finestre in cui le condizioni sono adatte al trattamento e di coprire più rapidamente l’intera superficie aziendale.

A questo si aggiunge un altro vantaggio evidenziato dal produttore: una minore contaminazione dovuta alla deriva.

Risparmio sui costi, carburante e manodopera

L’esperienza argentina non riguarda soltanto il risparmio d’acqua.

Confrontando la tecnologia Martignani con i sistemi convenzionali, il produttore indica come principale beneficio il risparmio sui costi dei prodotti fitosanitari e dei fertilizzanti, stimato intorno al 66%.

Segnala inoltre un risparmio analogo in termini di ore di lavoro e carburante, conseguenza di una gestione più efficiente delle applicazioni.

A questi fattori si aggiunge la ridotta manutenzione richiesta dalle macchine, un altro degli aspetti evidenziati dopo diverse stagioni di utilizzo.

Un programma completo per tutta la stagione

Il basso volume si inserisce all’interno di un programma completo di protezione e nutrizione della coltura.

Il programma tecnico fornito prevede interventi a partire dalla fase di gemma dormiente, con trattamenti finalizzati a prevenire l’insorgenza di funghi e batteri, proseguendo attraverso le fasi di fioritura, allegagione e accrescimento dei frutti, fino agli interventi post-raccolta e alla caduta delle foglie.

Alcuni trattamenti destinati al controllo dei parassiti vengono effettuati sulla base del monitoraggio, adattando così le applicazioni alle reali necessità della coltura.

Lavorare a 375 L/ha, quindi, non significa ridurre la protezione della coltura, ma utilizzare un volume d’acqua inferiore all’interno di un programma di trattamenti completo e strutturato.

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