Melo

Trattamenti del melo a basso volume: più copertura, meno dispersioni

Il trattamento del melo richiede una distribuzione uniforme anche all’interno della chioma, limitando contemporaneamente perdite a terra e deriva. I nebulizzatori pneumatici Martignani abbinano basso volume e carica elettrostatica per effettuare trattamenti mirati nei meleti, riducendo il volume d’acqua impiegato e ottimizzando la distribuzione della miscela sulla vegetazione.

Le principali difficoltà nei trattamenti del melo

La coltivazione del melo richiede una protezione attenta durante tutta la stagione. Malattie fungine e insetti possono compromettere quantità e qualità della produzione, rendendo fondamentale intervenire in modo tempestivo e, soprattutto, ottenere una distribuzione uniforme del trattamento.

Una delle principali difficoltà è rappresentata dalla struttura della vegetazione. Con l’avanzare della stagione la chioma diventa più sviluppata e fitta e raggiungere efficacemente anche le zone più interne può diventare complesso. Non è quindi sufficiente distribuire la miscela sulla parte esterna della pianta: il trattamento deve penetrare nella vegetazione e raggiungere in modo omogeneo le superfici da proteggere.

A questo si aggiunge il problema delle perdite di prodotto. Una distribuzione non correttamente calibrata può determinare gocciolamento, deposito a terra o dispersione oltre la chioma, con conseguenze sia economiche sia ambientali.

Nei meleti professionali diventa quindi fondamentale trovare il giusto equilibrio tra copertura della vegetazione, penetrazione nella chioma, volume d’acqua impiegato e contenimento delle dispersioni.

Ed è proprio da queste esigenze che nasce una domanda sempre più importante: serve davvero utilizzare grandi quantità d’acqua per ottenere un trattamento efficace del melo?

Trattare il melo con meno acqua: basso volume e carica elettrostatica

Utilizzare più acqua non significa necessariamente ottenere una migliore protezione della pianta. Ciò che conta è come la miscela viene distribuita sulla vegetazione e quanto efficacemente riesce a raggiungere le superfici da proteggere.

È su questo principio che si basa la tecnologia Martignani, che combina nebulizzazione pneumatica a basso volume e carica elettrostatica.

Basso volume: l’acqua come veicolo, non come obiettivo

Nel sistema pneumatico Martignani la miscela viene micronizzata in gocce molto fini e trasportata dal flusso d’aria verso la vegetazione. Questo permette di ridurre sensibilmente il volume d’acqua impiegato per ettaro, mantenendo l’obiettivo di una distribuzione uniforme ed evitando di bagnare la vegetazione fino al punto di gocciolamento.

Nel meleto questo si traduce anche in un vantaggio operativo: meno acqua significa meno riempimenti del serbatoio, meno trasferimenti e maggiore capacità di lavoro nell’arco della giornata.

In generale comunque possiamo affermare che il volume d’acqua suggerito per meleti tradizionali si attesta intorno ai 250-300 litri d’acqua, mentre sugli impianti intesivi si può scendere fino a 140 lt/ettaro. 

 

Il volume d’acqua suggerito per meleti tradizionali si attesta intorno ai 250-300 litri d’acqua, mentre sugli impianti intesivi si può scendere fino a 140 lt/ettaro”

Carica elettrostatica: portare le microgocce verso la vegetazione

Alla micronizzazione pneumatica Martignani abbina la carica elettrostatica delle microgocce. Durante la distribuzione, le gocce vengono elettricamente caricate e tendono a essere attratte dalla vegetazione, favorendo il deposito sulle superfici vegetali e contribuendo a limitare le dispersioni.

Nel trattamento del melo questo principio è particolarmente interessante perché l’obiettivo non è semplicemente raggiungere la pianta, ma ottenere una copertura il più possibile uniforme anche nelle zone meno esposte della chioma.

Basso volume, flusso d’aria e carica elettrostatica lavorano quindi insieme: non per distribuire più miscela, ma per distribuirla meglio.

[Approfondisci: la carica elettrostatica applicata ai trattamenti agricoli →]

Trattamenti nel meleto: i risultati della prova comparativa

L’efficacia di una tecnologia di distribuzione si misura soprattutto sul campo. Per questo Martignani ha partecipato a una prova comparativa in collaborazione con ADAMA, realizzata in un meleto di Pink Lady, con l’obiettivo di valutare il deposito della miscela sulla vegetazione e le perdite sottochioma utilizzando differenti sistemi di irrorazione.

Il nebulizzatore pneumatico elettrostatico Martignani Whirlwind M612 Turbo 2 ha ottenuto risultati particolarmente significativi per quanto riguarda le perdite per deriva (un 85% in meno di perdite al suolo). Questo dimostra la maggior efficienza del nebulizzatore Martignani riguardo la concorrenza.

Questo risultato evidenzia quanto la qualità della distribuzione possa incidere non soltanto sulla copertura della vegetazione, ma anche sulla riduzione delle dispersioni.

[Scopri la prova comparativa completa e tutti i risultati →]

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