Ferrucci e Martignani: 60 anni insieme

E’ sicuramente una grande emozione parlare della cantina Stefano Ferrucci, di Castelbolognese, ed unirla ai nebulizzatori Martignani. L’azienda, a conduzione familiare, è nata nel 1932 e si trova tra le più importanti del panorama vinicolo romagnolo. La passione e la cura dei suoi 16 ettari di vigneti è passata attraverso le varie generazioni e, dal 2006, sono le nipoti del fondatore, Ilaria e Serena a condurre l’azienda con il coraggio sufficiente per intraprendere la propria strada, ma anche per innovare con entusiasmo e duro lavoro.

La cantina Ferrucci è meravigliosa. Ricavata in una costruzione di epoca romana che dicono sia stata una stalla di cambio di cavalli, tra le colline della Serra di Castelbolognese. 16 ettari di vigneti, a 250 metri di altitudine, ordinati ed orgogliosi.

La vendemmia rigorosamente fatta a mano e l’uva messa in piccole cassette per la lavorazione. Si, tutto come una volta. Perché la passione è anche quello: toccare con le mani.

Ad oggi possiedono alcune delle produzioni più prestigiose della Romagna come il Centurione, sangiovese superiore puro, di struttura amplia e con un binomio di spezie molto interessante e l’aggiunta di ciliegie, prugne e amarene; o il Domus Caia Uno dei vini rappresentativi della Romagna, da uve Sangiovese scelte e sottoposte ad appassimento naturale. Ha un colore rosso molto scuro ed un sapore vellutato ed elegante che ricorda prugne cotte, cacao, caffè, amarene sotto spirito e rosa appassita.

Altre loro produzioni sono il Mattinale (trebbiano), il Chiaro della Serra (Chardonnay) o il Domus Aurea che ha vinto nel 2017 un’etichetta al Tastevin AIS di Roma, un premio dell’Associazione Italiana di Sommelier.

 

Ferrucci e la Martignani

Francesco Ferrucci, nonno di Ilaria e Serena, ha cominciato a lavorare con la Martignani nel 1959, anno in cui ha comprato il suo primo nebulizzatore che è stato anche il primo che ha venduto il fondatore della nostra azienda Claudio Martignani e che lo racconta con tanta stima nel suo libro: “ho venduto il mio primo nebulizzatore a Francesco Ferrucci, un piccolo agricoltor che coltiva uva e frutta oltre a lavorare come fattore in una grossa azienda agricola. Lo ha comprato per fare i trattamenti nel suo podere, ma non volendo rischiare troppo lo ha usato con il volume normale, secondo il dosaggio fornito dai suoi tecnici, erogando però la metà della miscela. E’ rimasto subito entusiasta della tecnologia e dei suoi tanti vantaggi. Anche per me è stato un buon inizio, la migliore pubblicità è fatta dalla soddisfazione degli agricoltori”, ha scritto Martignani.

Riguardo a questo episodio, la nipote di Ferrucci, Ilaria Ferrucci, oggi una delle titolari della cantina dice che” in effetti, abbiamo iniziato a lavorare con la vostra azienda nel 59 e dopo non l’abbiamo più lasciata. All’inizio l’acquisto fu di mio nonno, che era un pioniere di carattere, un innovatore, e questo lo spinse a provare e utilizzare per primo questa tecnologia che all’epoca si affacciava sul mondo agricolo”.  Poi aggiunge che, “gli eccellenti risultati, soprattutto per quanto riguardava la protezione dalle malattie, confermarono la scelta e anche mio padre non abbandonò mai questa tecnologia”.

L’ultimo nebulizzatore Martignani è arrivato alla Cantina Ferrucci l’anno scorso. “Quando abbiamo avuto la necessità di cambiare la macchina, non abbiamo avuto mai nessun dubbio”. Ilaria si mostra molto determinata quando afferma che “con la tecnologia Martignani è possibile controllare in modo estremamente preciso il prodotto che viene distribuito, la dispersione è praticamente nulla e la distribuzione perfetta”. Inoltre, spiega che “utilizzando rame per la difesa contro la peronospora riusciamo ad avere una difesa ottima con pochissimo prodotto (poltiglia bordolese a dose di 1 kg/ha arrivando al massimo a 1,5 kg/ha) e questo è fondamentale non solo per un risparmio economico effettivo, ma soprattutto per un abbassamento del quantitativo di rame-metallo che viene rilasciato nell’ambiente”.

La peronospora della vite è una malattia causata da un agente patogeno fungino. Colpisce prima le parti verdi della pianta, soprattutto i germogli. Infatti, le prime infezioni si notano sulle foglie ma poi, successivamente colpisce anche il grappolo. Se l’infezione è grave, il grappolo viene completamente danneggiato, appare come dissecato e viene perso per intero. Ad oggi è una delle malattie che più preoccupa i viticoltori. Ecco perché è così fondamentale combatterla.

I vantaggi della Martignani, secondo Ferrucci

Ilaria assicura che “quello che ci ha fatto e ci fa scegliere la Tecnologia Martignani” è:

  • Maggiore precisione e controllo nelle quantità di prodotto utilizzato
  • Eccellente” risultato in termini di sanità del vigneto (“ottima copertura sulla foglia o sui grappoli, senza dispersioni”)
  • Possibilità di usare meno prodotto perché viene distribuito in modo preciso e mirato
  • Risparmio economico (“si ottimizza sia il prodotto, sia il tempo del trattamento perché concentrando si riempie meno spesso la botte”)

Noi della Martignani siamo molto fieri di questa collaborazione che dura più di 60 anni. La fedeltà dei clienti è la più grande soddisfazione per noi.

 

 

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